Le affermazioni rilasciate dall’assessore all’urbanistica del Comune di Teramo, relativamente al progetto esecutivo ed ai lavori di realizzazione dello svincolo del lotto zero alla Gammarana, ci lasciano basiti, poiché se rilasciate dall’assessore, quale bravo professionista della salute, le possiamo comprendere in quanto molto probabilmente non ha le giuste competenze nel merito, ma se prodotte dall’ufficio preposto ci angosciano e ci preoccupano fortemente, perchè denotano una non approfondita conoscenza nello specifico del problema.
E veniamo agli aspetti salienti della questione svincolo alla Gammarana.
L’assessore dovrebbe conoscere che esiste una legge sugli espropri oramai da diverso tempo, e sicuramente molto antecedente all’approvazione del progetto dello svincolo; tale legge fa espressamente riferimento al valore corrente di mercato dei terreni e non più al valore agricolo.
E allora viene da pensare che o chi ha proceduto alla predisposizione della procedura espropriativa, allegata al progetto esecutivo, ha preso una cantonata oppure sembrerebbe un errore quasi voluto a dimostrazione che l’opera progettata dal comune, e da noi discussa, costa meno della nostra proposta.
Infatti gli oneri espropriativi previsti sono lievitati da Euro 180.000 a Euro 650.000.
Ribadiamo che quanto da noi previsto per lo svincolo alla Gammarana costa meno alla collettività, consuma meno terreno, sicuramente è più funzionale all’ex area Vileroy & Boch, dove al momento persiste un vuoto politico di idee progettuali; l’unico progetto …….. rintracciabile e chiaro in tutti gli interventi è quello imperante dello spezzatino urbanistico.
Forse questi semplici concetti sono un po’ ostici da far comprendere al bravo professionista della salute quale l’assessore Robimarga.
Torno a ribadire la scarsa natura pubblicistica dell’intervento sin dall’avvio del procedimento per l’approvazione del progetto preliminare; confermo che la documentazione prodotta dal comune al TAR, a seguito del nostro ricorso, non era assolutamente rintracciabile nei documenti consegnatici, dopo la nostra richiesta di accesso agli atti del progetto preliminare.
Tale documentazione era di fondamentale importanza per la scelta della soluzione progettuale proposta al consiglio comunale e non solo accessoria come dichiarato dall’assessore.
Le carenze pubblicistiche per l’approvazione del progetto preliminare vengono ulteriormente evidenziate, ad aggiungo un altro tassello sfuggito all’assessore, per effetto della produzione di documenti con date successive all’avviso di approvazione del progetto preliminare. E’ gradita una risposta nel merito.
Apprendiamo che la soluzione, da noi indicata, non rientra nelle linee programmatiche dell’amministrazione; a riguardo l’assessore ci deve spiegare come mai la nostra proposta progettuale era stata riportata all’interno della S.T.U. (società di trasformazione urbana per l’area Stazione) e presentata all’opinione pubblica.
In merito alle dichiarazione del Sindaco ci preme ribadire il nostro ruolo politico e non partitico, abbiamo piu’ volte chiesto il confronto; la risposta spesso è mancata e non sempre gli uffici sono stati disponibili a fornirci le informazioni se non attraverso una richiesta di accesso agli atti.
Comunque, e concludo, che aziende teramane sia per la fase di progettazione che per la fase di realizzazione dell’opera hanno lavorato e lavoreranno sono elementi di positività.
Riteniamo, altresì, che il progetto esecutivo sia un’ ottimo progetto; però, nostro malgrado, calato all’interno di una scelta preliminare, decisa dall’Amministrazione Comunale, che è sbagliata.
Teramo 22 settembre 2009
Il Presidente Associazione Culturale Quartiere Gammarana
Ing. Alfonso Marcozzi
martedì 22 settembre 2009
sabato 19 settembre 2009
CHE TRISTEZZA
CONFERENZA STAMPA DEL SINDACO BRUCCHI
Sarebbe una svolta importante ma i principi enunciati non trovano riscontro nei fatti visto che i percorsi ciclo-pedonali realizzati alla Gammarana, grazie all'impegno della precedente amministrazione e dell'allora ass. Berardo Rabuffo, sono stati stravolti ad esclusivo vantaggio di qualche pigro e dell'osannato mezzo a motore. E ancora come trova possibile portare gare di mountan bike nell'area Acquaviva quando quelle stesse aree scompariranno per sempre per la realizzazione dello svincolo alla Gammarana.
Le immagini che seguono, scattate qualche giorno fà in occasione della presenza della Nazionale di Ciclocross, non ci apparterrano piu' poichè li troverà posto la rotonda di arrivo dello svincolo alla Gammarana così come proposto da questa Amministrazione.

Leggiamo con vero stupore quanto affermato dal sindaco Brucchi in occasione della presenza della Nazionale Italiana di Ciclocross presso l'area sportiva Acquaviva e cioè l'impegno di voler trasformare Teramo nella città del pedone e delle bici e di voler accogliere gare di mountan bike presso il centro sportivo Acquaviva.
Sarebbe una svolta importante ma i principi enunciati non trovano riscontro nei fatti visto che i percorsi ciclo-pedonali realizzati alla Gammarana, grazie all'impegno della precedente amministrazione e dell'allora ass. Berardo Rabuffo, sono stati stravolti ad esclusivo vantaggio di qualche pigro e dell'osannato mezzo a motore. E ancora come trova possibile portare gare di mountan bike nell'area Acquaviva quando quelle stesse aree scompariranno per sempre per la realizzazione dello svincolo alla Gammarana.
Le immagini che seguono, scattate qualche giorno fà in occasione della presenza della Nazionale di Ciclocross, non ci apparterrano piu' poichè li troverà posto la rotonda di arrivo dello svincolo alla Gammarana così come proposto da questa Amministrazione.


Il Presidente "Associazione Culturale Quartiere Gammarana"
Ing. Alfonso Marcozzi
lunedì 14 settembre 2009
LETTERA APERTA AL SINDACO
Lettera aperta al Sindaco di Teramo
Prendiamo atto e ci fa molto piacere dell’attenzione che questa Amministrazione Comunale dedica ai pedoni e alle piste ciclabili.
Da sempre la nostra Associazione Culturale è stata sensibile al tema della vivibilità, della qualità della vita, della cura dell’arredo e degli spazi verdi della Gammarana.
Ripensiamo alle tante denunce mediatiche per la rimozione della copertura in eternit alla ex Villeroy, alla forte presa di posizione per il completamento dell’ex Area Gavini, ora Città della Scienza, alle denunce quotidiane di quanti utilizzano i contenitore di rifiuti alla Gammarana come punto di messa a terra di qualunque scarto, all’uso indiscriminato degli spazi verdi, rimasti, come WC all’aperto per i propri animali domestici, al coinvolgimento delle scuole attraverso il progetto “Gammarana tra arte cultura e sport” con il fine condiviso di dare nuova vita ai muri abbandonati del vecchio Nucleo Industriale con i segni dei bambini, come traccia di una forte attenzione ai luoghi che ci appartengono.
Ripensiamo alla nostra idea del percorso vita, come inizio di un progetto che non poteva non essere complessivo e che ha visto la prima fase come la realizzazione di un percorso ciclopedonale.
Ci chiediamo come sia possibile non assecondare chi si è sempre impegnato per far crescere la qualità dei luoghi attraverso un “logo comune”, di una comune finalità: “UN QUARTIERE ILLUMINATO PER UNA CITTA’ ILLUMINATA”.
Invece il risultato è stato quello dello smembramento del percorso ciclo pedonale a vantaggio del parcheggio selvaggio delle autovetture per dare il contentino a quanti non vogliono percorrere a piedi qualche decina di metri.
Ma non solo, l’azione che abbiamo sempre denunciato è stata la volontà di realizzare, nuovamente al posto del percorso vita, il parcheggio a favore di quelli che frequentano il Circolo Tennis.
Ci rendiamo partecipi della difficoltà di quanti “praticano sport”, come segno per una migliore qualità della vita, ad abbandonare il proprio mezzo a petrolio o derivati poco distante dal luogo sportivo.
Siamo convinti che il percorso vita deve essere collegato al percorso del Parco fluviale, come espressione progettuale ed urbanistica dei cittadini della Gammarana, come realizzazione naturale di quella vocazione sportivo/ricreativa, accreditata dagli “amanti del footing” e della salute, dai cittadini piccoli e grandi che potrebbero fruire di un’area attrezzata per la sosta relax/picnic.
Ma non solo: la pista ciclopedonale deve proseguire verso il mare! Quale migliore occasione per il suo inserimento all’interno del progetto di finanza annunciato, che condividiamo, per l’area Acquaviva ?
Certo che il progetto di finanza sopra enunciato scricchiola con lo svincolo alla Gammarana così come progettato, ma su questo torneremo presto.
Noi sosteniamo che la Gammarana è una delle zone più belle di Teramo.
Un campo di atletica leggera ristrutturato; diverse palestre, il Centro sportivo tennis, il Centro sportivo Acquaviva; sono i punti di partenza e di arrivo lungo tutta l’area degli amanti dello sport e del footing, cioè di persone, anziani e giovani, che amano la qualità della vita, lo sport. Sono il simbolo di una città a dimensione di persona.
Il modello comportamentale sin qui adottato è l’alternativa ad un progetto con una visione d’insieme, appunto urbanistica, della Gammarana; quindi quello che ci attende è un progetto spezzatino architettonico/urbanistico del luogo.
Lo “spezzatino”, la logica dell’inserire alla rinfusa ciò che capita, significa aggiungere caos a caos, è la rinuncia della politica ad esercitare il suo ruolo: progettare e rendere operativo un progetto di città.
E’ la fine di un qualsiasi “Progetto Gammarana”; è la deriva urbanistica di un’area, cha da ex-industriale s’avvia a diventare contenitore caotico di tutto e di più.
Il Presidente
“Associazione Culturale Quartiere Gammarana”
Ing. Alfonso Marcozzi
Prendiamo atto e ci fa molto piacere dell’attenzione che questa Amministrazione Comunale dedica ai pedoni e alle piste ciclabili.
Da sempre la nostra Associazione Culturale è stata sensibile al tema della vivibilità, della qualità della vita, della cura dell’arredo e degli spazi verdi della Gammarana.
Ripensiamo alle tante denunce mediatiche per la rimozione della copertura in eternit alla ex Villeroy, alla forte presa di posizione per il completamento dell’ex Area Gavini, ora Città della Scienza, alle denunce quotidiane di quanti utilizzano i contenitore di rifiuti alla Gammarana come punto di messa a terra di qualunque scarto, all’uso indiscriminato degli spazi verdi, rimasti, come WC all’aperto per i propri animali domestici, al coinvolgimento delle scuole attraverso il progetto “Gammarana tra arte cultura e sport” con il fine condiviso di dare nuova vita ai muri abbandonati del vecchio Nucleo Industriale con i segni dei bambini, come traccia di una forte attenzione ai luoghi che ci appartengono.
Ripensiamo alla nostra idea del percorso vita, come inizio di un progetto che non poteva non essere complessivo e che ha visto la prima fase come la realizzazione di un percorso ciclopedonale.
Ci chiediamo come sia possibile non assecondare chi si è sempre impegnato per far crescere la qualità dei luoghi attraverso un “logo comune”, di una comune finalità: “UN QUARTIERE ILLUMINATO PER UNA CITTA’ ILLUMINATA”.
Invece il risultato è stato quello dello smembramento del percorso ciclo pedonale a vantaggio del parcheggio selvaggio delle autovetture per dare il contentino a quanti non vogliono percorrere a piedi qualche decina di metri.
Ma non solo, l’azione che abbiamo sempre denunciato è stata la volontà di realizzare, nuovamente al posto del percorso vita, il parcheggio a favore di quelli che frequentano il Circolo Tennis.
Ci rendiamo partecipi della difficoltà di quanti “praticano sport”, come segno per una migliore qualità della vita, ad abbandonare il proprio mezzo a petrolio o derivati poco distante dal luogo sportivo.
Siamo convinti che il percorso vita deve essere collegato al percorso del Parco fluviale, come espressione progettuale ed urbanistica dei cittadini della Gammarana, come realizzazione naturale di quella vocazione sportivo/ricreativa, accreditata dagli “amanti del footing” e della salute, dai cittadini piccoli e grandi che potrebbero fruire di un’area attrezzata per la sosta relax/picnic.
Ma non solo: la pista ciclopedonale deve proseguire verso il mare! Quale migliore occasione per il suo inserimento all’interno del progetto di finanza annunciato, che condividiamo, per l’area Acquaviva ?
Certo che il progetto di finanza sopra enunciato scricchiola con lo svincolo alla Gammarana così come progettato, ma su questo torneremo presto.
Noi sosteniamo che la Gammarana è una delle zone più belle di Teramo.
Un campo di atletica leggera ristrutturato; diverse palestre, il Centro sportivo tennis, il Centro sportivo Acquaviva; sono i punti di partenza e di arrivo lungo tutta l’area degli amanti dello sport e del footing, cioè di persone, anziani e giovani, che amano la qualità della vita, lo sport. Sono il simbolo di una città a dimensione di persona.
Il modello comportamentale sin qui adottato è l’alternativa ad un progetto con una visione d’insieme, appunto urbanistica, della Gammarana; quindi quello che ci attende è un progetto spezzatino architettonico/urbanistico del luogo.
Lo “spezzatino”, la logica dell’inserire alla rinfusa ciò che capita, significa aggiungere caos a caos, è la rinuncia della politica ad esercitare il suo ruolo: progettare e rendere operativo un progetto di città.
E’ la fine di un qualsiasi “Progetto Gammarana”; è la deriva urbanistica di un’area, cha da ex-industriale s’avvia a diventare contenitore caotico di tutto e di più.
Il Presidente
“Associazione Culturale Quartiere Gammarana”
Ing. Alfonso Marcozzi
giovedì 23 aprile 2009
POESIA DI GIOVANNI PETTINARO SUL TERREMOTO
Disarmate di cemento
-
6 aprile 2009
ore 3,32
terremoto
L’Aquila
scattano
le trappole-case
disarmate di cemento
Bambini
studenti
e povera gente
pagano
con la vita
i profitti
criminali
e sporchi
di alcuni assassini
colpevoli
di omicidio
volontario
Di alcuni assassini
col titolo incorniciato
di dottore qualificato
in cemento disarmato
Omicidio volontario
se la mente
di chi costruisce
sa cosa fa la mano
L’aquila
lastricata
di cadaveri
la strada
del dio profitto
L’aquila
lastricata
di calcinacci
e polvere
la coscienza
incosciente
dei controllori
delle case-trappole
disarmate di cemento
-
6 aprile 2009
ore 3,32
terremoto
L’Aquila
scattano
le trappole-case
disarmate di cemento
Bambini
studenti
e povera gente
pagano
con la vita
i profitti
criminali
e sporchi
di alcuni assassini
colpevoli
di omicidio
volontario
Di alcuni assassini
col titolo incorniciato
di dottore qualificato
in cemento disarmato
Omicidio volontario
se la mente
di chi costruisce
sa cosa fa la mano
L’aquila
lastricata
di cadaveri
la strada
del dio profitto
L’aquila
lastricata
di calcinacci
e polvere
la coscienza
incosciente
dei controllori
delle case-trappole
disarmate di cemento
venerdì 19 dicembre 2008
SVINCOLO LOTTO ZERO ALLA GAMMARANA

I TANTI PERCHE’ E DI UN “NO” A QUESTO TIPO DI SVINCOLO
(PARLIAMO DELLO SVICOLO ALLA GAMMARANA)
1. PERHE’ PROGETTARE UN SVINCOLO LUNGO 750 METRI QUANDO NE BASTANO 350 MT?
2. PERCHE’ CONSUMARE 15.000 MQ DI TERRENO QUANDO SE NE POSSONO UTILIZZARE SOLO 1300 MQ (DI TERRENO) OLTRETUTTO GIA’ UTILIZZATI?
3. PERCHE’ CONTINUARE A TORTURARE GLI ORTI DELL’ACQUAVIVA GIA MARTORIATI DALL’AUTOSTRADA E DAL LOTTO ZERO QUANDO E’ POSSIBILE RIDURRE TALE IMPATTO?
4. PERCHE’ ATTRAVERSARE, CON LO SVINCOLO, IL VIVAIO FORESTALE QUANDO LO SI PUO’ EVITARE?
5. PERCHE’ USCIRE, CON LO SVINCOLO, SULL’AREA SPORTIVA DELL’ACQUAVIVA ELIMINANDO UNO DEI POCHI PARCHEGGI DISPONIBILI PER GLI IMPIANTI STESSI QUANDO LO SI PUO’ EVITARE?
6. PERCHE’ PASSARE CON I RILEVATI STRADALI A RIDOSSO DELLE ABITAZIONI E A POCHI METRI DAI BALCONI QUANDO LO SI PUO’ EVITARE?
7. PERCHE’ NON ESISTONO PROPOSTE PROGETTUALI PER RIDURRE L’IMPATTO DEL GROSSO VOLUME DI TRAFFICO CHE GENERA’ LO SVINCOLO QUANDO CI SONO SOLUZIONI PRATICABILI?
8. PERCHE’ NON ASCOLTARE CHI DA ANNI NELLO SPECIFICO HA CERCATO E PROPOSTO SOLUZIONI ALTERNATIVE A QUESTO TIPO DI SVINCOLO?
9. PERCHE’ NON ASCOLATRE IL CONSORZIO INDUSTRIALE DI TERAMO, PROPRIETARIO DELLA EX VILLEROY, FAVOREVOLE AD UNA PROPOSTA ALTERNATIVA CHE VALORIZZI IL RUOLO CENTRALE E STRATEGICO DELLA EX FABBRICA DA NOI INDIVIDUATA COME PRIMO CLUSTER DEL DISTRETTO CULTURALE EVOLUTO?
10. PERCHE’ ,NONOSTANTE LE CONTINUE RICHIESTE AL COMMISSARIO, NON RIUSCIAMO AD AVERE UN INCONTRO?
(PARLIAMO DELLO SVICOLO ALLA GAMMARANA)
1. PERHE’ PROGETTARE UN SVINCOLO LUNGO 750 METRI QUANDO NE BASTANO 350 MT?
2. PERCHE’ CONSUMARE 15.000 MQ DI TERRENO QUANDO SE NE POSSONO UTILIZZARE SOLO 1300 MQ (DI TERRENO) OLTRETUTTO GIA’ UTILIZZATI?
3. PERCHE’ CONTINUARE A TORTURARE GLI ORTI DELL’ACQUAVIVA GIA MARTORIATI DALL’AUTOSTRADA E DAL LOTTO ZERO QUANDO E’ POSSIBILE RIDURRE TALE IMPATTO?
4. PERCHE’ ATTRAVERSARE, CON LO SVINCOLO, IL VIVAIO FORESTALE QUANDO LO SI PUO’ EVITARE?
5. PERCHE’ USCIRE, CON LO SVINCOLO, SULL’AREA SPORTIVA DELL’ACQUAVIVA ELIMINANDO UNO DEI POCHI PARCHEGGI DISPONIBILI PER GLI IMPIANTI STESSI QUANDO LO SI PUO’ EVITARE?
6. PERCHE’ PASSARE CON I RILEVATI STRADALI A RIDOSSO DELLE ABITAZIONI E A POCHI METRI DAI BALCONI QUANDO LO SI PUO’ EVITARE?
7. PERCHE’ NON ESISTONO PROPOSTE PROGETTUALI PER RIDURRE L’IMPATTO DEL GROSSO VOLUME DI TRAFFICO CHE GENERA’ LO SVINCOLO QUANDO CI SONO SOLUZIONI PRATICABILI?
8. PERCHE’ NON ASCOLTARE CHI DA ANNI NELLO SPECIFICO HA CERCATO E PROPOSTO SOLUZIONI ALTERNATIVE A QUESTO TIPO DI SVINCOLO?
9. PERCHE’ NON ASCOLATRE IL CONSORZIO INDUSTRIALE DI TERAMO, PROPRIETARIO DELLA EX VILLEROY, FAVOREVOLE AD UNA PROPOSTA ALTERNATIVA CHE VALORIZZI IL RUOLO CENTRALE E STRATEGICO DELLA EX FABBRICA DA NOI INDIVIDUATA COME PRIMO CLUSTER DEL DISTRETTO CULTURALE EVOLUTO?
10. PERCHE’ ,NONOSTANTE LE CONTINUE RICHIESTE AL COMMISSARIO, NON RIUSCIAMO AD AVERE UN INCONTRO?
LA SOLUZIONE AI TANTI PERCHE’ ESISTE NON DA OGGI MA DA ANNI BASTAVA CONFRONTARSI.
- La nostra è una soluzione (immagine sopra) con grossi vantaggi per quanto riguarda il bilancio ambientale.
- Non distruggiamo uno dei pochi parcheggi presenti nell’area sportiva dell’ Acquaviva visto che nella proposta dell’Amministrazione non è indicato il ripristino quindi costi non dichiarati;
- non passiamo a ridosso delle case,
- riduciamo drasticamente il consumo di terreno,
- non necessitano opere per il ripristino delle strade esistenti,
- costi di esproprio ridotti al minimo se non annullati attraverso un accordo di programma e quindi con costi dell’opera piu’ bassi rispetto alla proposta dell’Amministrazione,
- inserimento nel progetto del primo tratto della pista ciclabile verso il mare,
- condivisione della nostra proposta da parte del Consorzio per il nucleo industriale visto che l’area rappresenta il vero valore aggiunto alla nostra soluzione.
IL PRESIDENTE
ING. ALFONSO MARCOZZI
lunedì 1 dicembre 2008
Convegno sulla Pista ciclopedonale Teramo-mare sabato 6 dic ore 17.00 API(ex Villeroy) Dom. 7 ore 09.30 in bici:partenza Gammarana

Convegno sulla Pista ciclopedonale Teramo-mare sabato 6 dic ore 17.00 API(ex Villeroy) Dom. 7 ore 09.30 tutti in bici:partenza Gammarana di fronte ai cancelli della ex-Villeroy.
L'inziativa, promossa dal Coordinamento di ben 30 Associazioni ambientaliste e cicloamatoriali,(hanno aderito anche i Comuni dell Val Tordino), è la seconda tappa delle manifestazioni a carattere ambientale e sportivo, che si svolgeranno lungo il fiume Tordino. La tappa Gammarana S.Nicolò con relativo Convegno è stata organizzata dall'Associazione culturale Quartiere Gammarana, che già ha realizzato il percorso-vita nell'anello della Gammarana.
In caso di pioggia la tappa sarà rinviata alla domenica successiva.
Obiettivo dell'inziativa: la realizzazione della Teramo-mare nel contesto della rete delle piste ciclabili dell'Abruzzo teramano. Questo obiettivo politico è fortemente voluto da tutte le Associazioni aderenti, il cui manifesto programmatico, curato dall'ing. Lucio De Marcellis,che ha coordinato il contributo di tutti, è pubblicato sul sito Abruzzoinbici.
Il Coordinamento, fortemente unito sull'obiettivo politico, è assolutamente a-partitico. Valuteremo i politici, impegnati nelle Istituzioni, dai loro comportamenti concreti in riferimento alla realizzazione della pista ciclabile Teramo-mare.
Tutti sono invitati a partecipare sia al Convegno che alla biciclettata, offrendo il loro contributo per migliorare la qualità della vita di tutti, quella del fiume Tordino e quella di ciascuno di noi. Realizzare la Teramo-mare dipende da noi!
Con Gaber "La libertà non è star sopra un albero,non è neanche il volo di un moscone,la libertà non è uno spazio libero,libertà è partecipazione". Se vogliamo liberarci dal traffico, se vogliamo liberarci da chi cementifica, se vogliamo "liberare" il Tordino da coloro che, a tanti livelli, lo violentano e lo deturpano: alza i piedi o i pedali....
giovedì 13 marzo 2008
IL PERCORSO SCIENZA E VITA
La Gammarana ha diritto ad un marciapiede?………
Il Comitato di Quartiere Gammarana da molti anni si è impegnato per riqualificare l’ area ex-indusriale. Riqualificazione avvenuta in diverse realtà italiane ed europee. L’associazione culturale Gammarana ha ripetutamente denunciato il grave problema causato dalle coperture in amianto, cancerogene della ex Villeroy. Tali coperture sono pericolose in quanto si trovano in uno stato di degrado. La Gammarana è dotata di bellissime zone verdi; (forse ancora per poco?) l’ultima recuperata è quella dell ’area ex-giostrai. Una forte e costante iniziativa del Comitato ha ottenuto dall’ Amministrazione comunale la pulizia della stessa e la recinzione con staccionate in legno. Chi non ha memoria forse non ricorda un camion rosso arrugginito, abbandonato nella zona, emblema di un luogo lasciato all’incuria? Non ricorda gli escrementi che durante la pioggia, provenienti dall’ ex-area giostrai, si incanalavano lungo la discesa di via Gentile? Non ricorda le ripetute e vane proteste dei cittadini della zona durate decenni? Stiamo parlando d’altro? Stiamo scantonando i problemi che esistono alla Gammarana, come al centro storico, relativi alle auto e al loro parcheggio?
La Gammarana è una zona bella con al centro il polmone verde del Campo di atletica leggera, con un sistema di palestre, con un percorso naturalmente vocato al passeggio, all’attività ricreativa e sportiva del footing. Da qui la richiesta all’ Amministrazione Comunale di realizzare un percorso vita, come valorizzazione di tale vocazione e razionale sistemazione dei sensi unici e dei parcheggi. Qual è la soluzione urbanistica del problema delle auto al centro storico e alla Gammarana? La soluzione è la resa alla città delle auto, a questo nuovo Dio a cui tutti si devono inchinare, a partire dai bambini, dagli anziani che non hanno uno spazio dove passare, dove camminare? Sì , perché di questo si tratta! Di un marciapiede, non definito da un gradino, ma semplicemente da una striscia, dipinta per terra, che garantisce uno spazio pedonale su cui camminare e correre. Oppure ci dovremmo inchinare a chi dice, che pur avendo un parcheggio, non può sempre tirar fuori la propria auto? Per costoro è meglio parcheggiare l’auto fuori casa, nello spazio di “nessuno”. Oppure avrebbe ragione chi non vuole fare 50 o 100 metri dalla propria casa, perché la propria auto dovrebbe essere parcheggiata sottocasa? Oppure hanno ragione quegli utenti delle palestre, che non vogliono percorrere a piedi qualche metro in più per parcheggiare? Siamo convinti che questa non è la posizione di tutti gli atleti, sportivi e i fruitori del benessere fisico e psichico assicurato dalle palestre.
E che dire di quel condominio di via Tripoti che si riunì per cacciare dal porticato condominiale i bambini, che “rovinavano” il Dio-auto, custodito nello stesso porticato? Guarda caso la legge prescrive che i porticati sono dei bambini, per il loro giochi e non per le auto. Ma la maggior parte dei costruttori ha venduto o affittato a privati, esterni ai condomini, gli interrati, previsti dalla legge per i garage. Quindi: nei porticati, fuori i bambini, dentro le auto! E nelle strade? Auto! Auto! Al posto dei bambini, degli anziani, di coloro che vogliono godere di un momento di benessere, di coloro che vogliono semplicemente “camminare” in sicurezza, o semplicemte “spostarsi”. Sì , perché di questo si tratta! Appunto: la civiltà delle auto, che da mezzo assurge a fine della nostra vita; la nuova inquietante protesi del nostro corpo! Ricordiamo, a proposito, un anziano, che senza una gamba, era costretto a passare in mezzo alla strada, in via Luigi Tripoti, con le sue stampelle, perché a destra e a sinistra imperversava il parcheggio selvaggio e disordinato delle auto. Paradossale e vergognoso!
In via Luigi Tripoti prima non c’era né marciapiede, né percorso vita.
Il percorso vita non è un’invenzione artificiosa o cervellotica del Comitato di quartiere. E’ un marciapiede! Tale percorso, realizzato in tante città italiane, è la traduzione urbanistica di una vocazione e di un’esigenza: la qualità della vita, del camminare, dello spostarsi, del passeggio, del footing, in uno spazio verde ( e in Gammarana ce n’è sempre meno!). E’ il progetto di un’area urbana dedicata alla distensione, al tempo libero. Tale percorso ha la naturale prosecuzione nell’area Acquaviva, dove ci sono altre strutture sportive, tra cui la piscina comunale. Il percorso vita, che si collega, ora, al parco fluviale e al nuovo storico collegamento tra i due fiumi, è il segno tangibile di un’idea di città, che non riguarda solo la Gammarana, ma interessa l’ intera città. E che dire poi dei murales, che cingono le mura della ex-fabbrica e della stazione ferroviaria? I murales sono divenuti il segno colorato ed il simbolo della bellezza e del senso estetico della nuova Gammarana. I murales sono opera delle mani dei piccoli artisti della zona, dal Nido alle Elementari, dei ragazzi del Liceo Artistico, e del contributo, tra l’altro di un pittore della Casa di Riposo. Alcuni murales sono stati esposti nel centro cittadino per servizi fotografici per matrimoni, sono sui depliant del.
Il percorso vita ha creato difficoltà e disagi: si risolvono! Per esempio, in Via Matteotti, la via del Nido e della scuola dell’Infanzia, possono essere create delle soste a tempo, per i genitori che portano i bimbi a scuola, come avviene in alcune vie del centro storico. Allora, animo! Non esiste la civiltà delle auto, come nuovo idolo attorno a cui tutti si devono inginocchiare. L’auto è un mezzo, per soddisfare alcune esigenze, non è né un valore , né un fine. Il problema è che davanti alle scuole non ci sono parcheggi, come in tutte le scuole della città. Non confondiamo i problemi! Chi può sostenere che i marciapiedi non servono? Il percorso vita non si aggiunge al marciapiede che non c’è: semplicemente è il marciapiede!!!
Giovanni Pettinaro
Il Comitato di Quartiere Gammarana da molti anni si è impegnato per riqualificare l’ area ex-indusriale. Riqualificazione avvenuta in diverse realtà italiane ed europee. L’associazione culturale Gammarana ha ripetutamente denunciato il grave problema causato dalle coperture in amianto, cancerogene della ex Villeroy. Tali coperture sono pericolose in quanto si trovano in uno stato di degrado. La Gammarana è dotata di bellissime zone verdi; (forse ancora per poco?) l’ultima recuperata è quella dell ’area ex-giostrai. Una forte e costante iniziativa del Comitato ha ottenuto dall’ Amministrazione comunale la pulizia della stessa e la recinzione con staccionate in legno. Chi non ha memoria forse non ricorda un camion rosso arrugginito, abbandonato nella zona, emblema di un luogo lasciato all’incuria? Non ricorda gli escrementi che durante la pioggia, provenienti dall’ ex-area giostrai, si incanalavano lungo la discesa di via Gentile? Non ricorda le ripetute e vane proteste dei cittadini della zona durate decenni? Stiamo parlando d’altro? Stiamo scantonando i problemi che esistono alla Gammarana, come al centro storico, relativi alle auto e al loro parcheggio?
La Gammarana è una zona bella con al centro il polmone verde del Campo di atletica leggera, con un sistema di palestre, con un percorso naturalmente vocato al passeggio, all’attività ricreativa e sportiva del footing. Da qui la richiesta all’ Amministrazione Comunale di realizzare un percorso vita, come valorizzazione di tale vocazione e razionale sistemazione dei sensi unici e dei parcheggi. Qual è la soluzione urbanistica del problema delle auto al centro storico e alla Gammarana? La soluzione è la resa alla città delle auto, a questo nuovo Dio a cui tutti si devono inchinare, a partire dai bambini, dagli anziani che non hanno uno spazio dove passare, dove camminare? Sì , perché di questo si tratta! Di un marciapiede, non definito da un gradino, ma semplicemente da una striscia, dipinta per terra, che garantisce uno spazio pedonale su cui camminare e correre. Oppure ci dovremmo inchinare a chi dice, che pur avendo un parcheggio, non può sempre tirar fuori la propria auto? Per costoro è meglio parcheggiare l’auto fuori casa, nello spazio di “nessuno”. Oppure avrebbe ragione chi non vuole fare 50 o 100 metri dalla propria casa, perché la propria auto dovrebbe essere parcheggiata sottocasa? Oppure hanno ragione quegli utenti delle palestre, che non vogliono percorrere a piedi qualche metro in più per parcheggiare? Siamo convinti che questa non è la posizione di tutti gli atleti, sportivi e i fruitori del benessere fisico e psichico assicurato dalle palestre.
E che dire di quel condominio di via Tripoti che si riunì per cacciare dal porticato condominiale i bambini, che “rovinavano” il Dio-auto, custodito nello stesso porticato? Guarda caso la legge prescrive che i porticati sono dei bambini, per il loro giochi e non per le auto. Ma la maggior parte dei costruttori ha venduto o affittato a privati, esterni ai condomini, gli interrati, previsti dalla legge per i garage. Quindi: nei porticati, fuori i bambini, dentro le auto! E nelle strade? Auto! Auto! Al posto dei bambini, degli anziani, di coloro che vogliono godere di un momento di benessere, di coloro che vogliono semplicemente “camminare” in sicurezza, o semplicemte “spostarsi”. Sì , perché di questo si tratta! Appunto: la civiltà delle auto, che da mezzo assurge a fine della nostra vita; la nuova inquietante protesi del nostro corpo! Ricordiamo, a proposito, un anziano, che senza una gamba, era costretto a passare in mezzo alla strada, in via Luigi Tripoti, con le sue stampelle, perché a destra e a sinistra imperversava il parcheggio selvaggio e disordinato delle auto. Paradossale e vergognoso!
In via Luigi Tripoti prima non c’era né marciapiede, né percorso vita.
Il percorso vita non è un’invenzione artificiosa o cervellotica del Comitato di quartiere. E’ un marciapiede! Tale percorso, realizzato in tante città italiane, è la traduzione urbanistica di una vocazione e di un’esigenza: la qualità della vita, del camminare, dello spostarsi, del passeggio, del footing, in uno spazio verde ( e in Gammarana ce n’è sempre meno!). E’ il progetto di un’area urbana dedicata alla distensione, al tempo libero. Tale percorso ha la naturale prosecuzione nell’area Acquaviva, dove ci sono altre strutture sportive, tra cui la piscina comunale. Il percorso vita, che si collega, ora, al parco fluviale e al nuovo storico collegamento tra i due fiumi, è il segno tangibile di un’idea di città, che non riguarda solo la Gammarana, ma interessa l’ intera città. E che dire poi dei murales, che cingono le mura della ex-fabbrica e della stazione ferroviaria? I murales sono divenuti il segno colorato ed il simbolo della bellezza e del senso estetico della nuova Gammarana. I murales sono opera delle mani dei piccoli artisti della zona, dal Nido alle Elementari, dei ragazzi del Liceo Artistico, e del contributo, tra l’altro di un pittore della Casa di Riposo. Alcuni murales sono stati esposti nel centro cittadino per servizi fotografici per matrimoni, sono sui depliant del.
Il percorso vita ha creato difficoltà e disagi: si risolvono! Per esempio, in Via Matteotti, la via del Nido e della scuola dell’Infanzia, possono essere create delle soste a tempo, per i genitori che portano i bimbi a scuola, come avviene in alcune vie del centro storico. Allora, animo! Non esiste la civiltà delle auto, come nuovo idolo attorno a cui tutti si devono inginocchiare. L’auto è un mezzo, per soddisfare alcune esigenze, non è né un valore , né un fine. Il problema è che davanti alle scuole non ci sono parcheggi, come in tutte le scuole della città. Non confondiamo i problemi! Chi può sostenere che i marciapiedi non servono? Il percorso vita non si aggiunge al marciapiede che non c’è: semplicemente è il marciapiede!!!
Giovanni Pettinaro
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