mercoledì 29 aprile 2015

RIFLESSIONI E DENUNCIA AREA VILLEROY


Al Sig. Sindaco del Comune di Teramo

  Al Sig. Presidente del Tribunale di Teramo

                     Al Sig. Giudice fallimentare presso il Tribunale di Teramo

                               Al Sig. Segretario Generale del Comune di Teramo

Al Responsabile del patrimonio pubblico del Comune di Teramo

 Al Sig. Dirigente del Catasto di Teramo – presso Agenzia delle Entrate

  Ai Capigruppo del Consiglio Comunale di Teramo

 

OGGETTO: RICHIESTA DI CHIARIMENTI SUI TERRENI, IN GAMMARANA, OVE INSISTEVA IL SITO INDUSTRIALE DELLA VILLEROY  “ EX SPICA”,   OGGETTO DI VENDITA DA PARTE DEL TRIBUNALE DI TERAMO – CESSIONI FRUSTOLI STRADALI DELIBERA CONSIGLIO COMUNALE N. 2 DEL 29.01.2015

VIDEO DEL 2012  https://youtu.be/Fdkf-kRfdN0
VIDEO DEL 27 APRILE 2015  https://youtu.be/awXf_9kuO6I

                Egregio Sig.ri in indirizzo,  nell’ottica di collaborazione  che contraddistingue questa Associazione Culturale poniamo alla Vostra attenzione alcune situazioni, a nostro giudizio poco chiare, riferibili al sito della ex Villeroy, nella zona Gammarana,  oggetto di vendita da parte del Tribunale di Teramo Sezione Fallimentare. 

            Dalla lettura della delibera del Consiglio Comunale, citata in oggetto,  emerge che le aree oggetto di cessione e scambio sono quelle provenienti dalle donazioni fatte dal Comune di Teramo a rogito del notaio Franchi allegate alla presente.

            Le aree, in vendita da parte del tribunale e oggi in parte oggetto di scambio, furono appunto donate dall’allora Amministrazione comunale, Sindaco il Colonnello Gaetano Biocca,  al Sig. Potito Randi/Spea/Villeroy  con l’unico fine “esclusivo e perpetuo” (come evidenziato in rosso negli atti allegati) volto alla   realizzazione di una fabbrica, denominata SPICA,  per la produzione di mattonelle.

            Ci si riferisce in particolare all’atto di donazione a rogito del notaio Mario Franchi, Rep. 270/145 del 21 gennaio 1954,  il quale,  per espressa volontà del Consiglio Comunale,  donava al sig. Potito Franchi poco piu’ di 3 ettari di terreno del valore presunto, all’epoca, di 31 milioni.

            Nello specifico il deliberato del consiglio riporta testualmente  “ l’atto di donazione viene effettuato alla essenziale condizione che su detta area abbia a sorgere uno stabilimento industriale da costruirsi dalla Società Prodotti  Industrie Ceramiche e Affini S.P.I.C.A ……….” così come riportato nel succitato atto.

            Nel successivo atto di donazione del 22 dicembre 1955 rep.818/414, sempre a rogito del Notaio Mario Franchi, e su espressa volontà del Consiglio Comunale,  venivano donati al Sig. Potito Randi altri 2500 mq circa.

            Nello specifico il deliberato del Consiglio Comunale  riporta testualmente “donare alla Società Prodotti Industriali Ceramiche e Affini S.P.I.C.A. anche i due appezzamenti di terreno ………….. a condizione che su detti appezzamenti abbiano a sorgere costruzioni connesse all’attività dello stabilimento e destinate in perpetuo a tale uso.” così come riportato nel succitato atto. Gli stralci degli atti notarili richiamati sono allegati alla presente.

Nel delibera del consiglio comunale non vi è traccia di come dette aree siano diventate di proprietà del sig. Potito Randi/Spea/Villeroy.

Analizzata questa prima criticità, di cui abbiamo chiesto da tempo risposte ma mai formulate e con al presente torniamo a sollecitare i sig.ri in indirizzo affinché nel merito si pronuncino, andiamo analizzare un altro aspetto della citata delibera del consiglio comunale.

In detta delibera appunto si richiamano solo gli atti notarili citati per giustificare la titolarità dei beni in capo al sig. Potito Randi/Spica/Villeroy.

Orbene basta andare a confrontare visivamente l’allegato 1 (Planimetria catastale) e le planimetrie collegate agli stralci degli atti notarili per rendersi conto  che le aree oggetto di scambio non sono nella titolarità del sig. Potito Randi/Spea/Villeroy.

Quindi in sostanza il Comune scambia  e riscambia le proprie aree.

Nella delibera consiliare viene richiamato un documento, o meglio un atto unilaterale (prodotto dalla curatela e non dal comune) che predispone una ricognizione dei beni.

Al di là dello scambio epistolare di note tra le parti per cercare di sanare una situazione paradossale non vi è traccia di nessun atto pubblico che porti le aree oggetto di scambio in capo al sig. Potito Randi/Spea/Villeroy. Si fa presente che le suddette note di verifiche sono state poste in essere dopo che l’ Associazione scrivente aveva sollevato dubbi sulla titolarità del bene.

Andando ad analizzare la planimetria allegata alla perizia di stima redatta dai Consulenti del tribunale (Allegato 2) si evince chiaramente che alcuni terreni oggetto di scambio non entravano nella vendita da parte del tribunale.

La perizia redatta dai consulenti, come chiaramente acclarato dalla delibera consiliare, portava nel conteggio delle aree da vendere immobili palesemente in proprietà al Comune e accatasti poco prima della redazione della perizia come relitti stradali.

Sulla scorta delle prime considerazioni di cui sopra ai Sigg. in indirizzo si chiede:

  • quali sono stati gli atti pubblici di Consiglio Comunale che hanno classificato le particelle catastali come relitti stradali e consegnati all’ ex ufficio territoriale del Catasto,
  • se la perizia redatta dai CTU con errori nella individuazione della aree da mettere in vendita è stata pagata,  rilevato che i creditori si vedono eroso il patrimonio.

La perizia redatta dai CTU in data 01.12.2009 portava come valore dell’area oggetto di vendita un importo pari a € 9.400.000 per un totale di mq 20.000.  Gli stessi CTU affermavano che detto valore teneva conto dell’attuale crisi economica finanziaria.  Si ricorda altresì che detta area, prima delle tentate vendite, era stata oggetto di intervento di demolizione e rimozione amianto per un importo di circa € 1.200.000.   Da conti banali si arriva ad una prima valutazione del valore di mercato delle aree 9.400.000/20.000= 470,00 €/mq. La prima tentata vendita del 04 marzo 2010 andava deserta.

Veniva fissata un’altra data di vendita per il giorno 21 luglio 2011 ad un prezzo di € 6.500.000 quindi con un valore a mq di area pari a 6.500.000/20.000= € 325,00/mq.

 In ogni caso ambedue le vendite non potevano essere portate a compimento dal momento che questa Associazione aveva rilevato forti anomalie nell’indicazione di terreni di proprietà del sig. Potito Randi/Spea/Villeroy visto che, al di là delle considerazioni fatte sugli atti di provenienza (donazione ad uso specifico e perpetuo), sulla perizia venivano riportati terreni dichiaratamente di proprietà pubblica, come documentato nella delibera consiliare di cui all’oggetto. La valutazione fatta sui terreni oggetto di scambio, da parte del Comune di Teramo, ammonta ad € 80,41,  molto al di sotto del valore proposto dai CTU nell’ultima vendita € 325,00.

Orbene da cittadini chiediamo ai soggetti in indirizzo di fornirci indicazioni nel merito per capire se è sbagliata la valutazione fatta dai CTU,  oppure è sbagliata quella proposta dal Comune. Se è vera la prima considerazione, la perizia redatta dai CTU sia per gli errori nell’indicazioni di messa in vendita di aree di proprietà pubblica che per errore di valutazione non andava o non può essere pagata, se è vera la seconda condizione si profila qualche responsabilità di danno erariale.

Ed ancora.

Sulla scorta di quali elementi di evidenza pubblica il Comune ha deciso di scambiare i beni con il Tribunale,  rilevato che ci sono cittadini con abitazione fronte terreni che potevano essere interessati all’acquisto?

La valutazione dei terreni pari ad € 80,41/mq da parte del comune sulla scorta di quali valori venali di mercato è stata fatta rilevato che la seconda vendita da parte del tribunale riporta un valore di € € 325,00/mq?

Perché il Comune ha perso del tempo per la valutazione dei terreni dal momento che esisteva una perizia redatta da CTU nominati dal tribunale?

Perché il comune scambia terreni con il tribunale dal momento che quei terreni sono già in capo al comune?

 I  signori in indirizzo sono  gentilmente pregati di fornire risposte a questa Associazione e in generale a quei cittadini che hanno a cuore il pubblico interesse.

Con la presente, considerata  la rilevanza della questione, senza pregiudiziale alcuna,  dichiariamo la disponibilità a un pubblico confronto, sulla base di riscontri oggettivi e  documentazioni esibite,  nell’interesse generale della collettività.

            Teramo 21 Aprile 2015                                                                                        

                                                                                     Il Presidente

                                                        Associazione Culturale Quartiere Gammarana

                                                                           Ing. Alfonso Marcozzi

                                                                                    

lunedì 15 marzo 2010

UNA CARTOLINA A SETTIMANA PER TOGLIERE IL DEGRADO ALLA GAMMARANA

LA QUALITA’ URBANA DEI LUOGHI, IL PIACERE DI MUOVERSI IN SPAZI CHE TRASMETTONO IL SENSO DI APPARTENENZA, L’IMPATTO VISIVO GRADEVOLE SONO QUALITA’ CHE VENGONO PERSE DAL MOMENTO CHE PARTI DI TERRITORIO SONO ABBANDONATE A SE STESSE SENZA NESSUNA CURA.

NONOSTANTE L’ORDINANZA SINDACALE CHE CERCA DI PORRE RIMEDIO ALL’INCURIA E ALL’ABBANDONO DELLE AREE PRIVATE NE TROVIAMO ALCUNE, PRESENTI NEL QUARTIERE GAMMARANA, CHE VERSANO IN CONDIZIONI TALI DA RAPPRESENTARE UN SEGNO DI DEGRADO, CHE DISTRUGGE IL SENSO DI APPARTENENZA DI UN A COMUNITA’ E LA STESSA CONVIVENZA CIVILE. TALI AREE SONO NON-LUOGHI, SEMBRANO APPARTENERE A SOGGETTI CIECHI E MUTI CHE GOVERNANO LA BRUTTEZZA E L’INCURIA.

L’ASSOCIAZIONE QUARTIERE GAMMARANA INSIEME AI CITTADINI CERCARANNO, ATTRAVERSO UN’OPERA DI SENSIBILIZZAZIONE, RIVOLTA AI PROPRIETARI DELLE AREE E AL SINDACO DEL COMUNE DI TERAMO, DI RIMUOVERE QUESTO STATO DI NON-LUOGHI, DI NON CULTURA, DI NON CIVILTA’.

E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI LA SITUAZIONE CHE VEDIAMO PASSANDO DAVANTI ALL’AREA ABBANDONATA DELLA CASA DI RIPOSO DE BENDECITIS NEL QUARTIERE GAMMARANA.

LAMIERE POSATE PER RECINTARE UN CANTIERE CHE NON E’ MAI PARTITO, UN LUOGO CHE E’ DIVENTATO SIMBOLO DI DEGRADO, LUOGO DOVE ATTACCARE IN MODO SELVAGGIO MANIFESTI PUBBLICITARI.

LA NON MANUTENZIONE DELLO SPAZIO VERDE, CHIUSO ALL’INTERNO DELLE LAMIERE DIVENTA, CON

L ‘APPROSSIMARSI DELL’ESTATE, LUOGO DOVE RATTI E SERPI TROVANO UN ABITAT NATURALE CON PERICOLI QUOTIDIANI PER GLI ABITANTI. APPUNTO:UN’AREA VERDE DIVENTATA LA CASA DI SERPENTI E TOPI.

E ALLORA UN INVITO ALL’AMMINISTRATORE DELL’IPAB E AL SIG. SINDACO AFFINCHE’ SI ATTIVINO PER RIMUOVERE TALI BRUTTURE ALLA VISTA DI QUANTI HANNO A CUORE LA QUALITA’ DEGLI SPAZI URBANI.

CHIEDIAMO ALLE AUTORITA’ COMPETETENTI UN ATTO DI CIVILTA’ E DI ATTENZIONE PER UNA ZONA CHE POTENZIALMENTE E’ UNA DELLE AREE PIÙ BELLE DI TERAMO.

POI BASTA RISALIRE PER QUALCHE CENTINAIO DI METRI VIA GAMMARANA PER GIUNGERE IN UN ALTRO SPAZIO ABBANDONATO: SEMBRA IL RISULTATO DI UN RECENTE BOMBARDAMENTO!!!!

L’AREA INTERESSATA E’ QUELLA EX ADONE.

ANCHE QUI BASTA POCO PER RENDERSI CONTO DELLO STATO DI DEGRADO E DI ABBANDONO, CUI VERSA L’AREA, DOVE SONO PRESENTI RIFIUTI , DI CUI FORSE SAREBBE BENE APPROFONDIRE LA NATURA.

CI CHIEDIAMO SE I PROPRIETARI DELL’AREA VOLESSERO GODERE DI QUESTA VISIONE CHE, SECONDO NOI, E’ UN’OFFESA A QUANTI HANNO A CUORE LA QUALITA’ DELLA VITA.

CHIEDIAMO AI PROPRIETARI E AL SIG. SINDACO DI INTERVENIRE AFFICHE’ QUESTI SPAZI, QUESTI LUOGHI DI NON CULTURA DI NON CIVILTA’ POSSANO RIACQUISIRE UNA PROPRIA DIGNITA’ VISIVA ED URBANA.

TALE SOLLECITAZIONE VERRA’ RIPROPOSTA OGNI SETTIMANA ATTRAVERSO CARTOLINE DEDICATE.










UNA CARTOLINA A SETTIMANA PER TOGLIERE IL DEGRADO ALLA GAMMARANA

LA QUALITA’ URBANA DEI LUOGHI, IL PIACERE DI MUOVERSI IN SPAZI CHE TRASMETTONO IL SENSO DI APPARTENENZA, L’IMPATTO VISIVO GRADEVOLE SONO QUALITA’ CHE VENGONO PERSE DAL MOMENTO CHE PARTI DI TERRITORIO SONO ABBANDONATE A SE STESSE SENZA NESSUNA CURA.
NONOSTANTE L’ORDINANZA SINDACALE CHE CERCA DI PORRE RIMEDIO ALL’INCURIA E ALL’ABBANDONO DELLE AREE PRIVATE NE TROVIAMO ALCUNE, PRESENTI NEL QUARTIERE GAMMARANA, CHE VERSANO IN CONDIZIONI TALI DA RAPPRESENTARE UN SEGNO DI DEGRADO, CHE DISTRUGGE IL SENSO DI APPARTENENZA DI UN A COMUNITA’ E LA STESSA CONVIVENZA CIVILE. TALI AREE SONO NON-LUOGHI, SEMBRANO APPARTENERE A SOGGETTI CIECHI E MUTI CHE GOVERNANO LA BRUTTEZZA E L’INCURIA.

L’ASSOCIAZIONE QUARTIERE GAMMARANA INSIEME AI CITTADINI CERCARANNO, ATTRAVERSO UN’OPERA DI SENSIBILIZZAZIONE, RIVOLTA AI PROPRIETARI DELLE AREE E AL SINDACO DEL COMUNE DI TERAMO, DI RIMUOVERE QUESTO STATO DI NON-LUOGHI, DI NON CULTURA, DI NON CIVILTA’.

E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI LA SITUAZIONE CHE VEDIAMO PASSANDO DAVANTI ALL’AREA ABBANDONATA DELLA CASA DI RIPOSO DE BENDECITIS NEL QUARTIERE GAMMARANA.

LAMIERE POSATE PER RECINTARE UN CANTIERE CHE NON E’ MAI PARTITO, UN LUOGO CHE E’ DIVENTATO SIMBOLO DI DEGRADO, LUOGO DOVE ATTACCARE IN MODO SELVAGGIO MANIFESTI PUBBLICITARI.

LA NON MANUTENZIONE DELLO SPAZIO VERDE, CHIUSO ALL’INTERNO DELLE LAMIERE DIVENTA, CON

L ‘APPROSSIMARSI DELL’ESTATE, LUOGO DOVE RATTI E SERPI TROVANO UN ABITAT NATURALE CON PERICOLI QUOTIDIANI PER GLI ABITANTI. APPUNTO:UN’AREA VERDE DIVENTATA LA CASA DI SERPENTI E TOPI.

E ALLORA UN INVITO ALL’AMMINISTRATORE DELL’IPAB E AL SIG. SINDACO AFFINCHE’ SI ATTIVINO PER RIMUOVERE TALI BRUTTURE ALLA VISTA DI QUANTI HANNO A CUORE LA QUALITA’ DEGLI SPAZI URBANI.

CHIEDIAMO ALLE AUTORITA’ COMPETETENTI UN ATTO DI CIVILTA’ E DI ATTENZIONE PER UNA ZONA CHE POTENZIALMENTE E’ UNA DELLE AREE PIÙ BELLE DI TERAMO.

POI BASTA RISALIRE PER QUALCHE CENTINAIO DI METRI VIA GAMMARANA PER GIUNGERE IN UN ALTRO SPAZIO ABBANDONATO: SEMBRA IL RISULTATO DI UN RECENTE BOMBARDAMENTO!!!!

L’AREA INTERESSATA E’ QUELLA EX ADONE.

ANCHE QUI BASTA POCO PER RENDERSI CONTO DELLO STATO DI DEGRADO E DI ABBANDONO, CUI VERSA L’AREA, DOVE SONO PRESENTI RIFIUTI , DI CUI FORSE SAREBBE BENE APPROFONDIRE LA NATURA.

CI CHIEDIAMO SE I PROPRIETARI DELL’AREA VOLESSERO GODERE DI QUESTA VISIONE CHE, SECONDO NOI, E’ UN’OFFESA A QUANTI HANNO A CUORE LA QUALITA’ DELLA VITA.

CHIEDIAMO AI PROPRIETARI E AL SIG. SINDACO DI INTERVENIRE AFFICHE’ QUESTI SPAZI, QUESTI LUOGHI DI NON CULTURA DI NON CIVILTA’ POSSANO RIACQUISIRE UNA PROPRIA DIGNITA’ VISIVA ED URBANA.

TALE SOLLECITAZIONE VERRA’ RIPROPOSTA OGNI SETTIMANA ATTRAVERSO CARTOLINE DEDICATE.

martedì 22 settembre 2009

REPLICA ALL'ASSESSORE ROBIMARGA

Le affermazioni rilasciate dall’assessore all’urbanistica del Comune di Teramo, relativamente al progetto esecutivo ed ai lavori di realizzazione dello svincolo del lotto zero alla Gammarana, ci lasciano basiti, poiché se rilasciate dall’assessore, quale bravo professionista della salute, le possiamo comprendere in quanto molto probabilmente non ha le giuste competenze nel merito, ma se prodotte dall’ufficio preposto ci angosciano e ci preoccupano fortemente, perchè denotano una non approfondita conoscenza nello specifico del problema.
E veniamo agli aspetti salienti della questione svincolo alla Gammarana.
L’assessore dovrebbe conoscere che esiste una legge sugli espropri oramai da diverso tempo, e sicuramente molto antecedente all’approvazione del progetto dello svincolo; tale legge fa espressamente riferimento al valore corrente di mercato dei terreni e non più al valore agricolo.
E allora viene da pensare che o chi ha proceduto alla predisposizione della procedura espropriativa, allegata al progetto esecutivo, ha preso una cantonata oppure sembrerebbe un errore quasi voluto a dimostrazione che l’opera progettata dal comune, e da noi discussa, costa meno della nostra proposta.
Infatti gli oneri espropriativi previsti sono lievitati da Euro 180.000 a Euro 650.000.
Ribadiamo che quanto da noi previsto per lo svincolo alla Gammarana costa meno alla collettività, consuma meno terreno, sicuramente è più funzionale all’ex area Vileroy & Boch, dove al momento persiste un vuoto politico di idee progettuali; l’unico progetto …….. rintracciabile e chiaro in tutti gli interventi è quello imperante dello spezzatino urbanistico.
Forse questi semplici concetti sono un po’ ostici da far comprendere al bravo professionista della salute quale l’assessore Robimarga.
Torno a ribadire la scarsa natura pubblicistica dell’intervento sin dall’avvio del procedimento per l’approvazione del progetto preliminare; confermo che la documentazione prodotta dal comune al TAR, a seguito del nostro ricorso, non era assolutamente rintracciabile nei documenti consegnatici, dopo la nostra richiesta di accesso agli atti del progetto preliminare.
Tale documentazione era di fondamentale importanza per la scelta della soluzione progettuale proposta al consiglio comunale e non solo accessoria come dichiarato dall’assessore.
Le carenze pubblicistiche per l’approvazione del progetto preliminare vengono ulteriormente evidenziate, ad aggiungo un altro tassello sfuggito all’assessore, per effetto della produzione di documenti con date successive all’avviso di approvazione del progetto preliminare. E’ gradita una risposta nel merito.
Apprendiamo che la soluzione, da noi indicata, non rientra nelle linee programmatiche dell’amministrazione; a riguardo l’assessore ci deve spiegare come mai la nostra proposta progettuale era stata riportata all’interno della S.T.U. (società di trasformazione urbana per l’area Stazione) e presentata all’opinione pubblica.
In merito alle dichiarazione del Sindaco ci preme ribadire il nostro ruolo politico e non partitico, abbiamo piu’ volte chiesto il confronto; la risposta spesso è mancata e non sempre gli uffici sono stati disponibili a fornirci le informazioni se non attraverso una richiesta di accesso agli atti.
Comunque, e concludo, che aziende teramane sia per la fase di progettazione che per la fase di realizzazione dell’opera hanno lavorato e lavoreranno sono elementi di positività.
Riteniamo, altresì, che il progetto esecutivo sia un’ ottimo progetto; però, nostro malgrado, calato all’interno di una scelta preliminare, decisa dall’Amministrazione Comunale, che è sbagliata.

Teramo 22 settembre 2009
Il Presidente Associazione Culturale Quartiere Gammarana
Ing. Alfonso Marcozzi

sabato 19 settembre 2009

CHE TRISTEZZA

CONFERENZA STAMPA DEL SINDACO BRUCCHI


Leggiamo con vero stupore quanto affermato dal sindaco Brucchi in occasione della presenza della Nazionale Italiana di Ciclocross presso l'area sportiva Acquaviva e cioè l'impegno di voler trasformare Teramo nella città del pedone e delle bici e di voler accogliere gare di mountan bike presso il centro sportivo Acquaviva.

Sarebbe una svolta importante ma i principi enunciati non trovano riscontro nei fatti visto che i percorsi ciclo-pedonali realizzati alla Gammarana, grazie all'impegno della precedente amministrazione e dell'allora ass. Berardo Rabuffo, sono stati stravolti ad esclusivo vantaggio di qualche pigro e dell'osannato mezzo a motore. E ancora come trova possibile portare gare di mountan bike nell'area Acquaviva quando quelle stesse aree scompariranno per sempre per la realizzazione dello svincolo alla Gammarana.

Le immagini che seguono, scattate qualche giorno fà in occasione della presenza della Nazionale di Ciclocross, non ci apparterrano piu' poichè li troverà posto la rotonda di arrivo dello svincolo alla Gammarana così come proposto da questa Amministrazione.









Il Presidente "Associazione Culturale Quartiere Gammarana"

Ing. Alfonso Marcozzi































lunedì 14 settembre 2009

LETTERA APERTA AL SINDACO

Lettera aperta al Sindaco di Teramo

Prendiamo atto e ci fa molto piacere dell’attenzione che questa Amministrazione Comunale dedica ai pedoni e alle piste ciclabili.

Da sempre la nostra Associazione Culturale è stata sensibile al tema della vivibilità, della qualità della vita, della cura dell’arredo e degli spazi verdi della Gammarana.

Ripensiamo alle tante denunce mediatiche per la rimozione della copertura in eternit alla ex Villeroy, alla forte presa di posizione per il completamento dell’ex Area Gavini, ora Città della Scienza, alle denunce quotidiane di quanti utilizzano i contenitore di rifiuti alla Gammarana come punto di messa a terra di qualunque scarto, all’uso indiscriminato degli spazi verdi, rimasti, come WC all’aperto per i propri animali domestici, al coinvolgimento delle scuole attraverso il progetto “Gammarana tra arte cultura e sport” con il fine condiviso di dare nuova vita ai muri abbandonati del vecchio Nucleo Industriale con i segni dei bambini, come traccia di una forte attenzione ai luoghi che ci appartengono.

Ripensiamo alla nostra idea del percorso vita, come inizio di un progetto che non poteva non essere complessivo e che ha visto la prima fase come la realizzazione di un percorso ciclopedonale.

Ci chiediamo come sia possibile non assecondare chi si è sempre impegnato per far crescere la qualità dei luoghi attraverso un “logo comune”, di una comune finalità: “UN QUARTIERE ILLUMINATO PER UNA CITTA’ ILLUMINATA”.

Invece il risultato è stato quello dello smembramento del percorso ciclo pedonale a vantaggio del parcheggio selvaggio delle autovetture per dare il contentino a quanti non vogliono percorrere a piedi qualche decina di metri.

Ma non solo, l’azione che abbiamo sempre denunciato è stata la volontà di realizzare, nuovamente al posto del percorso vita, il parcheggio a favore di quelli che frequentano il Circolo Tennis.

Ci rendiamo partecipi della difficoltà di quanti “praticano sport”, come segno per una migliore qualità della vita, ad abbandonare il proprio mezzo a petrolio o derivati poco distante dal luogo sportivo.

Siamo convinti che il percorso vita deve essere collegato al percorso del Parco fluviale, come espressione progettuale ed urbanistica dei cittadini della Gammarana, come realizzazione naturale di quella vocazione sportivo/ricreativa, accreditata dagli “amanti del footing” e della salute, dai cittadini piccoli e grandi che potrebbero fruire di un’area attrezzata per la sosta relax/picnic.

Ma non solo: la pista ciclopedonale deve proseguire verso il mare! Quale migliore occasione per il suo inserimento all’interno del progetto di finanza annunciato, che condividiamo, per l’area Acquaviva ?

Certo che il progetto di finanza sopra enunciato scricchiola con lo svincolo alla Gammarana così come progettato, ma su questo torneremo presto.

Noi sosteniamo che la Gammarana è una delle zone più belle di Teramo.

Un campo di atletica leggera ristrutturato; diverse palestre, il Centro sportivo tennis, il Centro sportivo Acquaviva; sono i punti di partenza e di arrivo lungo tutta l’area degli amanti dello sport e del footing, cioè di persone, anziani e giovani, che amano la qualità della vita, lo sport. Sono il simbolo di una città a dimensione di persona.

Il modello comportamentale sin qui adottato è l’alternativa ad un progetto con una visione d’insieme, appunto urbanistica, della Gammarana; quindi quello che ci attende è un progetto spezzatino architettonico/urbanistico del luogo.

Lo “spezzatino”, la logica dell’inserire alla rinfusa ciò che capita, significa aggiungere caos a caos, è la rinuncia della politica ad esercitare il suo ruolo: progettare e rendere operativo un progetto di città.

E’ la fine di un qualsiasi “Progetto Gammarana”; è la deriva urbanistica di un’area, cha da ex-industriale s’avvia a diventare contenitore caotico di tutto e di più.


Il Presidente
“Associazione Culturale Quartiere Gammarana”
Ing. Alfonso Marcozzi

giovedì 23 aprile 2009

POESIA DI GIOVANNI PETTINARO SUL TERREMOTO

Disarmate di cemento
-
6 aprile 2009
ore 3,32
terremoto
L’Aquila
scattano
le trappole-case
disarmate di cemento

Bambini
studenti
e povera gente
pagano
con la vita
i profitti
criminali
e sporchi
di alcuni assassini
colpevoli
di omicidio
volontario

Di alcuni assassini
col titolo incorniciato
di dottore qualificato
in cemento disarmato

Omicidio volontario
se la mente
di chi costruisce
sa cosa fa la mano

L’aquila
lastricata
di cadaveri
la strada
del dio profitto

L’aquila
lastricata
di calcinacci
e polvere
la coscienza
incosciente
dei controllori
delle case-trappole
disarmate di cemento